W. Benjamin e B. Brecth

È pensabile oggi, seguendo la strada aperta da Benjamin, una Brecht Reinassance?

di Gigi Livio

rogo dei libri “nemici dell’ideologia nazista”
L’entrata di Cristo a Bruxelles nel 1889, James Ensor

gli idealisti, definiamoli così, che si occupano di Benjamin nutrono una forte antipatia per la sua amicizia con Brecht proprio perché certi aspetti del materialismo brechtiano sembrano a loro inconciliabili con il misticismo di Benjamin.

Che Brecht non fosse in sintonia con certe elucubrazioni dell’amico, da lui giudicate eccessivamente mistiche e perciò lontane dalla concezione materialistica della vita cui però pretendono di appartenere, è ben noto anche grazie all’esplicitezza di una pagina del Diario di lavoro brechtiano. È il 25 luglio del 1938 e i due scrittori hanno ormai trovato riparo dalle persecuzioni naziste a Svendborg, in cui Brecht esprime prima un giudizio lusinghiero sul saggio baudelairiano che Benjamin sta scrivendo:

È dunque ancora pensabile un ritorno a Brecht nell’epoca dell’immedesimazione totale del singolo in se stesso, che pretenderebbe per prima cosa uno straniamento proprio da quel sé che oggi sembra essere l’unico perno intorno a cui ruota tutto il mondo dell’uomo?

scritti molesti sullo spettacolo e la cultura nel tempo dell'emergenza

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