L’Avanguardia come incompiuta

Settima parte.

These fragments I have shored against my ruins

Thomas S. Eliot, The Waste Land.

Quando l’arte borghese ha allungato le mani sul sublime e ha preso in tal modo consapevolezza di se stessa, le era già inscritto il movimento del sublime verso la propria negazione.

Gentlemen, we hope you’ll pardon this naked tragedy,

Wherein no filèd points are foisted in

To make it gracious to the ear or eye;

For simple truth is gracious enough,

And needs no other points of glosing stuff.

“Dove è esposta la grande malignità e dissimulazione di una donna depravata, l’insaziabile desiderio di un’oscena libidine e l’ignominiosa fine di tutti gli assassini”.

“Of the Deity, Christ, the Virgin Mary: Disposed to show or dispense grace, merciful, compassionate, benignant”

“A’ generosi / giusta di gloria dispensiera è morte”:

Voi che assistete tremanti, pallidi a questi casi, semplici spettatori o comparse in questa vicenda, quando ne avessi tempo — ché la morte, empio sbirro non allenta la sua ferrea tenaglia — oh, potrei dirvi… No, nulla.

[…] allo slancio della contemplazione e della riflessione dell’uomo nemmeno l’universo è sufficiente, ma spesso la sua immaginazione tende a valicare i confini del mondo che ci circonda; e se uno volga lo sguardo tutto intorno alla nostra vita, e consideri il ruolo preponderante che ha per noi in ogni cosa quel che è fuori della norma, il grande e il bello ben presto scoprirà il motivo per cui siamo nati. Per questo, spinti da una sorta di istinto naturale, ammiriamo, per Zeus, non i piccoli corsi d’acqua, anche se limpidi e utili, ma il Nilo, l’Istro o il Reno, e ancor più l’Oceano; né codesta fiammetta che abbiamo acceso (benché pura conservi la sua luce) ci sgomenta più dei corpi celesti, benché spesso si oscurino; né la consideriamo più degna di meraviglia dei crateri dell’Etna, le cui eruzioni portano su pietre e interi blocchi rocciosi dall’abisso, e talvolta rovesciano fiumi di quel fuoco nato dalla terra e che obbedisce solo alla sua volontà. Ma da tutto ciò possiamo trarre la conclusione che quel che è utile e necessario è sì alla portata dell’uomo, ma solo quel che è inaspettato è in grado, in ogni momento, di suscitare la sua ammirazione.

[…] lasciate ch’io dica al mondo che ancora non sa,

come queste cose avvennero; così udrete voi

d’atti carnali, sanguinosi, e contro natura,

di giudizi accidentali, ammazzamenti casuali,

di morti istigate dall’astuzia e dalla necessità,

e, in questo epilogo, di propositi mal compresi,

ricaduti sui capi dei loro inventori […]

Il sublime tragico nel senso antico, in questa desolata sintesi di Orazio, non ha più corso: ormai il Caso ha sostituito il Fato con tutto ciò che, ineluttabilmente, ne dovrà seguire.

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scritti molesti sullo spettacolo e la cultura nel tempo dell'emergenza

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